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Le Voci dell'Inchiesta

   
Il cd di Claudio Cojaniz recensito su Radio Tre

Il cd di Claudio Cojaniz recensito su Radio Tre

 

Non son tornati. Viaggio nella Grande Guerra

   
 

Caudio Cojaniz, Flavio Massarutto con Cinemazero e Atracoustic a RADIO 3

Ieri 2 Marzo all’interno del programma “Battitti” condotto da Antonia Tessitore, Nicola Catalano e Ghighi di Paola su Radio 3 è andata in onda una lunga e bellissima intervista a Claudio Cojaniz e Flavio Massarutto in cui viene recensito il cd Non son tornati, recente produzione di Cinemazero e Atracoustic.

Link per ascoltare la puntata http://www.radio.rai.it/podcast/A0038755.mp3


E’ infatti uscito ed è già acquistabile al prezzo di soli 10 euro a Cinemazero, in piazza Maestri del Lavoro, o alla Mediateca Pordenone in piazza della Motta  il nuovissimo cd dal titolo “Non sono tornati. Viaggio nella grande guerra”, prodotto da Cinemazero e Atracoustic, l’album che raccoglie la registrazione dal vivo della memorabile esibizione che il pianista friulano Claudio Cojaniz ha regalato al pubblico pordenonese la scorsa estate, nell’ambito della rassegna Visioni sonore. Il cd è in vendita on-line anche al seguente link http://cdbaby.com/cd/claudiocojaniz e presso il bookshop del cinema Visionario a Udine.

Era una notte stellata di luglio, a Pordenone. Sullo schermo, nella cornice del quattrocentesco chiostro del Convento di San Francesco, scorrevano le immagini di alcuni documentari – provenienti dall’archivio de La Cineteca del Friuli – sul primo conflitto mondiale. Le mani di Claudio Cojaniz, pianista friulano di fama, sensibile alla tematica per storia personale e intima necessità, scivolavano sulla tastiera, vibravano colpendo direttamente le corde all’interno del piano, trasformando le immagini in note. Cojaniz eseguiva la partitura da lui composta a commento e accompagnamento di quelle immagini, coinvolgendo il pubblico con la schiettezza e la forza evocativa del suo pianoforte e l'energia espressiva che contraddistingue il suo approccio alla musica.

Ora, le memorabili musiche di quella serata sono racchiuse nel cd. Ascoltandolo, con l’ausilio dei testi del ricco booklet che lo accompagna – in quattro lingue (italiano, sloveno, friulano, tedesco) per “parlare” agli eredi di quei popoli che più vissero quell’insensato conflitto –, ci si ritrova a percorrere un viaggio a ritroso nella Grande Guerra, fra i suoi orrori e le sue devastazioni, fra le speranze di libertà e le ingenue euforie, con la sensazione che in fondo, dopo tanti sacrifici e tanta distruzione, su tutti i confini nulla fosse stato conquistato, tutto fosse stato perso.
Un cd, dunque, che vuole essere nel tempo un messaggio di pace, perchè la memoria è stanca e la guerra (quella o la prossima) è sempre troppo vicina.

Chi c’era ricorda certamente l’emozione, fortissima, provata alla proiezione dei filmati sulla Grande Guerra nell’ambito della rassegna estiva “Visioni Sonore”con la sonorizzazione dal vivo del pianoforte di Claudio Cojaniz. Oggi quel concerto/evento è diventato un Cd da titolo “Non son tornati”prodotto da Cinemazero e Atracoustic. Diversamente da analoghe operazioni la musica non perde nulla senza il confronto con le immagini e il ricco booklet allegato al disco ne fa invece un’opera che si presta ad ulteriori riflessioni e usi.
Nelle ventiquattro pagine del libretto scorrono i fotogrammi dei filmati girati sui fronti del conflitto dall’Adamello al Friuli al Piave sino alla Trieste visitata dal Re e citazioni tratte da resoconti d’epoca tradotti in italiano, sloveno, tedesco e friulano. Per ognuna delle quattordici parti nelle quali è suddivisa la musica altrettante brevi e folgoranti testimonianze che raccontano il dolore, lo stupore, la crudeltà. L’ascolto perciò delle musiche è accompagnato da suggestioni che ne collocano il progredire nel quadro del contesto storico, un contesto che diventa universale nel parlare della sofferenza e della tragedia della guerra.
A questo materiale così palpitante Cojaniz si è approcciato con umiltà e ha saputo viverlo in modo totale. Arrivano immediate le sue impennate polemiche come quando ridicolizza il tronfio militarismo con marce innaturalmente meccanizzate o la retorica patriottica con una versione grottesca dell’inno di Mameli. Oppure il sentimento di pietà per le vittime recuperando la tradizione innodica laica e religiosa e il blues giungendo a tributare nel momento di massimo orrore sullo schermo, l’immagine di due soldati morti trafiggendosi con le baionette, un silenzio che dice più di mille note. Un flusso continuo di suoni tratti dalla tastiera ma anche direttamente dalle corde del pianoforte attingendo da molteplici generi. Si è voluto, giustamente, pubblicare anche il bis della serata, il vecchio standard “Just a Gigolò”. Cojaniz libera la tensione della performance giocando con questa melodia antica e saggia perché la vita e le sue manifestazioni come l’amore e il gioco sono l’antidoto migliore alla follia della guerra.
Flavio Massarutto, "il Gazzettino", 4 febbraio 2009


ENGLISH TEXT:
Piano solo, with shades of jazz. The album collects the original soundtrack, along with words and images, taken from a World War I documentary.
BUY IT ON-LINE:
http://cdbaby.com/cd/claudiocojaniz

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It was a starry night in July, in Pordenone, Italy. On the screen, in the ancient frame of the cloister of the convent of St. Francis, ran pictures of some documentaries of the First World War, coming from “La Cineteca del Friuli”.

The hands of Claudio Cojaniz, renowned Italian pianist, sensitive to the issue for personal and intimate needs, were sliding across the keyboard, vibrating and hitting the strings inside the piano, turning images into notes.

Cojaniz played the score he composed as an unique comment to the film, involving the public with the frankness and the evocative power of his piano and the expressiveness that distinguishes his approach to music.

Now, the memorable music of that evening is enclosed in this album. The listener, with the help of the texts of the rich booklet that accompanies the music — in four languages (Italian, Slovenian, Friulian, German) to "talk" to the heirs of those peoples who lived the most that senseless conflict — come along a journey back in the Great War, among its horrors and its devastation, including the hopes of freedom and naive euphoria, with the feeling that in the end, after so many sacrifices and so much destruction on all borders, nothing had been achieved, everything was lost.

A CD, in the end, that wants to be a lasting message of peace, because the memory is tired and the war — this one or the next one — is always too close.

 
   
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