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Film del mese: Inception 2010
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Le Voci dell'Inchiesta

   
ultimo appuntamento giovedì 24 agosto

ultimo appuntamento giovedì 24 agosto

 

Chiostro ex-convento di San Francesco

   
  FILMAKERS 2006
Cinemazero e Comune di Pordenone – Estate in città 2006
Convento di San Francesco, Piazza della Motta 2

Giovedì 3 - Giovedì 10 - Martedì 22 – Giovedì 24
Ore 21.00

Ingresso Libero
(in caso di maltempo le proiezioni si terranno in SalaGrande dell’Aula Magna Centro Studi – Piazza Maestri del Lavoro, Pordenone)


Si discute spesso su come deve essere il contenuto di un film, se deve tendere al divertimento o informare il pubblico sui grandi problemi sociali del momento: io evito queste discussioni come la peste. Penso che tutte le individualità debbano esprimersi e che tutti i film siano utili, formalisti o realisti, barocchi o impegnati, drammatici o leggeri, moderni o antiquati, a colori o in bianco e nero, a 35 mm o in super 8, con attori famosi o sconosciuti, ambiziosi o modesti…Conta solo il risultato, cioè il bene che il regista fa a se stesso e il bene che fa agli altri.
(Francois Truffaut)


Torna per il terzo anno FILMAKERS AL CHIOSTRO, rassegna di giovani autori che vuole esplorare il mondo della produzione off, fuori dal mercato e dai grandi circuiti. Un viaggio che ci condurrà attraverso le molteplici possibilità di intendere e utilizzare l’immagine video, dal cortometraggio narrativo alla videoarte, dal documentario ai videoclip musicali, fino a condurci alla contaminazione tra diverse forme artistiche.
Un’occasione unica, attraverso anche la presenza degli autori, di scambio, di conoscenza, di approfondimento, nella stupenda cornice del Chiostro di San Francesco.




GIOVEDì 3 AGOSTO – ORE 21.00
Saranno filmakers. Prima parte
Lavori vari (20’ circa) – supporti vari
Selezione di opere degli studenti dei corsi di Laurea Triennale in Scienze e Tecnologie Multimediali e di Laurea Magistrale in Linguaggi e Tecnologie dei Nuovi Media dell’Università di Udine sede di Pordenone.



Blues de Chine (Blu di Cina) di Pierre Filmon
Cortometraggio (13’) - betacam
La notte di Capodanno, Alexandre, quarantenne, torna da solo nel suo chalet di montagna. Guarda alla televisione un servizio che ha girato dieci anni prima in Cina. Squilla il telefono. E’ la piccola Alice che lui non conosce...Alice Chang.

Les espouseuille (Le nozze) di Pierre Filmon
Cortometraggio (15’) - betacam
Un pranzo di nozze troppo “annaffiato” fa acqua da tutte le parti....

Le silente, d’abord (Il silenzio innanzitutto) di Pierre Filmon
Cortometraggio (22’) – betacam
Claire, undici anni, porta con se un pesante segreto. Ma nè suo padre nè nessun altro lo conosceranno mai. Salvo forse Eric, suo compagno di giochi, che non teme lo zio Etienne…

Il mio terzo corto metraggio, Il silenzio innanzitutto (le silence, d’abord), é un film di cui sono fiero. La sceneggiatura di Marie Borrelli che abbiamo adattato assieme é tratta dalla sua vita. Da subito, mi é sembrato molto importante girare questo film sull’abuso sessuale sui bambini perché parla anche di diversi temi universali quali il gioco, l’amicizia, la presenza costante dei rapporti di forza, la confusione nella quale il dolore puo spingerci, e anche l’esistenza fondamentale in ciascuno di noi di un mondo interiore. Se potessi avere un solo desiderio per il mio film, é che sia visto soprattutto dai bambini perché possano, il prima possibile, accorgersi della perversione dell’abuso sessuale. (Pierre Filmon)

Pierre Filmon
Dopo degli studi generali e musicali - dieci anni di Conservatorio - in provincia, è nel giugno 1992, all’età di 21 anni, che Pierre Filmon prende la Transiberiana da Mosca fino in Cina dove gira in 16mm alcune immagini del suo viaggio fra Pechino, Chengdu e Shanghai che saranno poi incluse nel suo primo cortometraggio: Bleus de Chine (1996 ). Il film riceve tre premi e partecipa a 25 festival in Francia e all’estero. Poi Pierre lavora, per un anno, con una decina di attori sulla piece di Chechov: La noce, da cui trarrà un secondo cortometraggio: Les épousailles (1999).
Il suo terzo film : Le silence, d'abord (2002), con Rüdiger Vogler, conoscerà una bella carriera nei Festival (una quindicina - Clermont-Ferrand, Roma, Cologne, Uppsala...) e una messa in onda su ARTV Canada.
Tramite il distributore Théâtre du Temple, Pierre ebbe la possibilità di far uscire i tre film nel programma Action Christine, a Parigi, nel febbraio 2004. Riscontrata una buona accoglienza della critica, Pierre organizza nove serate di presentazione dei corti alla presenza di ospiti quali:Jacques Rozier, Patrick Brion o Paul Carpita.



Evento speciale
Chi ha ucciso il mio maestro?
(L’eterna lotta dei buoni contro i cattivi: vincono i buoni, ma i cattivi non scompaiono mai!)
Mediometraggio (30’) – super8
Un film della storica e gloriosa GOLPE PRODUCTION di Giovanni Scrizzi & Co.
Con, fra gli altri, Gaspare Pasini, Gianni Siriani, Giovanni Scrizzi, Stefano Barbieri, Riccardo Moretti, Franco Piva.
Copia del 1978 restaurata da Cinemazero.

Nell’Oriente antico, ai piedi della Grande Montagna Innevata, il Buon Maestro Risorgivo Bianco è in meditazione nella sua palestra dove insegna ai futuri Buoni Samurai Bianchi. Una proditoria aggressione da parte di Cattivi Samurai Neri termina, seppur con molta difficoltà, con la sua morte.
Quando i discepoli della palestra scoprono l’accaduto, si smarriscono, ma il Buon Allievo Prediletto Bianco giura di vendicarlo. Rintraccia i Cattivi Samurai Neri nella taverna dove stanno gozzovigliando in libertà e cattiveria, ne uccide uno e massacra gli altri due. I due, seppur malconci, riescono a sfuggirgli…

Sarà musicato dal vivo sulla base delle musiche originali della Golpe Production rivisitate da:
Bruno Ceselli (Dal 1980 si interessa al jazz e all’improvvisazione. Nel 1985 entra a far parte del gruppo “Area”, col quale rimarrà fino al 1987. E’ docente di pianoforte, improvvisazione e composizione jazz presso il Conservatorio di Adria (Rovigo). Cenni della sua biografia artistica sono stati pubblicati nell’Enciclopedia del Jazz, edita da Curcio e curata da Franco Fayenz.
Nevio Basso (batterista, decano dei musicisti jazz del Friuli Venezia Giulia; ha iniziato la carriera professionistica nei primi anni sessanta, suonando in tutta Europa. Secondo Tullio De Piscopo è il migliore specialista italiano della tecnica dello “spazzolato”)
Mirko Cisilino (inizia lo studio della tromba all’età di 11 anni. Ha fatto parte delle principali big band regionali collaborando con vari musicisti – Bruno Ceselli, Glauco Venier, Daniele D’Agaro, Nevio Zaninotto. Tuttora fa parte dell’Orchestra Italiana di Musica Leggera e collabora con diversi musicisti sloveni.)
Giovanni Scrizzi, gestore del Caffè Letterario, laureato in lingue è una personalità poliedrica dalle mille sfaccettature. Oggi grande esperto di aromaterapia e sauna (pubblicato da Macroedizioni il suo primo libro dedicato alla sauna Saunamecum) ha girato numerosi corti ridefinendo i codici del cinema demenziale. I suoi lavori sono stati presentati in vari festival diventando oggetto di culto.



GIOVEDì 10 AGOSTO – ORE 21.00
Five di Riccardo Pugliese
Cortometraggio (7’) digital 8
Niente di nuovo: la vita è circolare. Senza scomodare i sofisti dell’Eterno Ritorno, provvidenze divine o ciclicità karmiche. Libero arbitrio e arbitrarie libertà. Ebbene, la vita è un ruota.
D’automobile, in questo caso. Un giocattolo del destino. Incollata a un percorso senza fine.
Non pochi s’interrogheranno sull’Autista. Quello vero. E l’obiettivo segue, certifica, indaga
come isterica radiografia le (cinque?) variazioni della Realtà. Un pentagramma emotivo sul volto, dall’iniziale dubbio all’incredulità ostinata, il riso isterico e la negazione dell’esistente (“It’s NOT possibile!”) fino alla disperazione rabbiosa. Questo film non è che la cronaca di un incubo. Un’infinita evasione concentrica dai movimenti ossessivi e allucinati, un anestetico dei Cinque Sensi Unici.

Riccardo Pugliese
Si laurea in lettere presso l’Università di Venezia; è diplomato al corso di Regia e Produzione Video presso il Cine Studio srl di Bologna; ha partecipato ad un seminario di regia condotto da Atom Egoyan. Tra il 2002 e il 2005 realizza diversi cortometraggi tra i quali Five finalista all’Exotica Film Festival dell’Università di California nel Maggio 2004.



Maschera da viaggio di Valeria Cozzarin
Cortometraggio (7’)
Ispirandomi alle pagine iniziali de Le opinioni di un clown di H. Boll, traduco in scenari disegnati le visioni avute alla prima folgorante lettura. Una sequenza di azioni semplici come salire o scendere le scale si ripete in maniera sempre più ossessiva, fino a che l’automatismo viene invaso da immagini oniriche autobiografiche. Gli oggetti della scena finale sono scelti in base a ciò che per me rappresentano, valore simbolico volutamente non svelato.
Nel passaggio continuo e ossessionato in luoghi vissuti, fisici e mentali, basta un errore di percezione per far cadere la struttura del quotidiano che svuotata di senso si riduce ad azioni senza anima. E’ lo scollamento tra realtà e visione che si ha nel momento in cui i luoghi comuni divengono proiezioni delle nostre fissazioni e frustrazioni. Ma forse tutto questo è come una coperta che avvolge il proprio corpo, da cui è possibile liberarsi con un semplice gesto …
Questo video è stato proiettato all’interno della manifestazione Cortì Cortò in arte di dueville (VI)
(V.Cozzarin)

Valeria Cozzarin
Valeria Cozzarini nasce a Maniago nel 1981. Dopo il diploma scientifico e un anno di “transizione mistica”, si iscrive all’ Accademia di Belle Arti, diplomandosi a febbraio di quest’anno in Pittura. Negli anni di formazione sperimenta diversi linguaggi delle arti visive, passando dal disegno alla pittura, dall’incisione alla fotografia, alla performance per avvicinarsi infine al video, con un approccio “artigianale”, facendovi convogliare le esperienze precedenti. La ricerca non è tanto volta a raccontare delle storie, quanto a trovare una chiave di espressione fisica in un mezzo che pone un filtro costante tra chi guarda e l’opera.



Via dell’Esquilino
di Daniele Di Biasio documentario (47’) dv-cam
Prodotto da Indigo Film.
Menzione Speciale al Festival Visioni Italiane di Bologna, nella Sezione Visioni DOC 2005, “Per la capacità di descrivere un’innovativa esperienza di integrazione multietnica, basata sul confronto e sul rispetto delle diversità”.

Entrando la prima volta nell’Istituto Manin ci si può sentire disorientati. I migliaia di studenti che lo frequentano sono la maggioranza migranti di tutte le età, le etnie e le religioni. Hanno storie diverse, ma hanno in comune la volontà di imparare la lingua per conseguire la licenza media e cercare un modo per integrarsi in Italia.
Bahari ha sedici anni, è appena arrivato dal Bangladesh e non parla una parola di italiano. Supererà il suo disagio attraverso piccole conquiste quotidiane.
Sangely è una ragazza cingalese che studia perché vuole diventare un’infermiera. Le loro storie si intrecciano tra i banchi di scuola con quelle di Sardò, profugo afgano, giunto in Italia attraverso l’Iran e la Turchia, Adamo rifugiato della Costa D’Avorio che nel suo Paese faceva il meccanico, Laura, ragazza ecuadoriana che porta con sé la sua bambina Priscila e di tanti altri...
Nel suo tema Ji Liang scrive con tono amareggiato che “…tra gli italiani e gli stranieri c’è un malinteso”. Con il passare dei giorni, però, attraverso incontri, ma anche scontri e incomprensioni le distanze si accorciano, le differenze si assottigliano e la scuola diventa per Ji Liang e per i suoi compagni il campo neutro del confronto, il luogo dove tentare di risolvere questo “malinteso”.

Daniele Di Biasio
Nasce a Formia (LT) il 03 ottobre 1972. Laureato in Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Ha collaborato e collabora con articoli di critica letteraria, cinematografica, teatrale a: America Oggi, Avvenimenti, Sipario, I Limoni. Insegna lettere nella scuola media. Tra gli altri lavori ha diretto insieme ad Andrea D’Ambrosio il film-documentario “Pesci Combattenti”, film che è stato dichiarato di interesse culturale nazionale e che nel 2002 ha vinto il “Premio Cipputi” al Torino Film Festival; è stato inoltre trasmesso da Telepiù e distribuito in sala da Lucky Red.



Odessa
di Leonardo Di Costanzo e Bruno Oliviero – documentario (67’) dv cam
prodotto da Indigo Film.

La nave da crociera Odessa, proprietà di una società in profonda crisi, l’ucraina Blasco, dal 1995 è bloccata nel porto di Napoli.
Un gruppo di dieci, uomini tutti di nazionalità ucraina, era arrivato nel 1997 per occuparsi della sicurezza della nave: “il tempo di dissequestrare la nave e ritornerete a casa” gli avevano detto.
Ma dopo pochi mesi la Blasco aveva smesso di pagare gli stipendi e gli uomini si erano trovati a poco a poco senza carburante, luce, acqua e viveri. L’equipaggio sopravvisse grazie all’aiuto delle famiglie che per sostenerli si indebitarono, della comunità ucraina di Napoli e della solidarietà della gente del porto. “ Non abbandonate la nave, vi pagheremo, vi manderemo i soldi” continuavano a dire dalla Blasco. Così sono passati cinque anni, due uomini dell’equipaggio sono morti a causa delle difficili condizioni di vita e un altro è stato rimpatriato per gravi motivi di salute. Sono rimasti in sette. Ora il Tribunale di Napoli ha messo la nave all’asta. E mentre una compagnia privata ucraina, composta in parte anche da ex uomini della Blasco, si offre come acquirente, l’equipaggio del capitano Lobanov spera di ricevere dalla vendita gli stipendi arretrati.
Ma i creditori della Blasco sono molti e hanno avvocati potenti…

Leonardo di Costanzo
Nato a Ischia (Napoli) nel 1958 ora vive tra Napoli e Parigi. Membro Atelier Varan Paris ha lavorato per la televisione francese e fondato nel 1994 un centro di formazione per documentaristi in Cambogia. Tra i vari riconoscimenti ha vinto il premio « Rivista del Cinematografo » al Premio Bizzarri di San Benedetto del Tronto, il premio Arcacinemagiovani alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 60 e il 1° Premio al Festival Internazionale FILMMAKER Doc8 di Milano.

Bruno Oliviero
Nato a Torre del Greco (Napoli) nel 1972 ora vive a Milano dove Insegna alla Scuola Civica. Tra i vari riconoscimenti ha vinto il 1° premio Maremmadoc. – Doc.it. e Pitigliano con il documentario La guerra di Antonietta



MARTEDì 22 AGOSTO – ORE 21.00
Saranno filmakers. Seconda parte
Lavori vari (20’ circa) – supporti vari
Selezione di opere degli studenti dei corsi di Laurea Triennale in Scienze e Tecnologie Multimediali e di Laurea Magistrale in Linguaggi e Tecnologie dei Nuovi Media dell’Università di Udine sede di Pordenone.



La maledizione della “prima” matricola di Daniele Santonicola
Cortometraggio (15’) mini dv
Una tranquilla e spensierata matricola non vede l’ora di iniziare il corso di studi al Liceo Classico. L’istituto, però, si rivelerà essere molto lontano da quelle che erano le sue aspettative e molto vicino a…un inferno!.

Daniele Santonicola
Nato ad Avellino diciotto anni fa, è presente da cinque anni nella giuria del Giffoni Film Festival. Nel 2004 vince il secondo premio al concorso di critica cinematografica“Scrivere di cinema”, a Pordenone. Nel dicembre dello stesso anno viene scelto dal Giffoni Film Festival per un workshop di cinema ad Atene. Nell’aprile 2005 supera alcune selezioni che lo portano ad essere uno degli otto giurati italiani partecipanti al “Giffoni-Hollywood Festival”, tenutosi a Los Angeles. A settembre raggiunge il quarto posto al concorso “Scrivere di cinema”. A dicembre è secondo al concorso nazionale di cortometraggi per le scuole “Ottone Osiris” di Taranto con il corto “La maledizione della prima matricola”. Scrive articoli per il giornale della sua città, “Angri’80” e realizza montaggi amatoriali.



Bbobbolone!
Di Daniele Cascella – cortometraggio (10’) betacam
Premio CortoLazio per la miglior sceneggiatura 2001; premio RaiCinema e miglior attore a Michele De Virgilio al Festival di Trevignano 2002; miglior film italiano al Festival di Capalbio 2003; miglior montaggio al Salento Finibus Terrae 2004.
Aurelio è un 35enne scansafatiche meridionale che viene coinvolto da due stralampalati rapinatori in una rapina alle Poste. Il suo compito è quello di fare da palo e di dare il via all’operazione, controllando poi che tutto vada per il verso giusto. Ma al momento cruciale, avviene qualcosa. Guardando una partita di pallone giocata da dei ragazzini, gli riaffiora un trauma infantile mai rimarginato…

Compito in classe
Di Daniele Cascella – cortometraggio (13’) 35mm
Fotografia di Luca Coassin.
Vincitore del premio Globo d’oro 2006 quale miglior cortometraggio.
In una classe elementare una maestra fa svolgere ai propri alunni un compito in classe, una normale verifica così come è prevista dai programmi scolastici.
La traccia è suggerita dagli stessi bambini: Una persona importante nella vostra vita: vostro padre. Uno dei compiti svolti, racconta di un dramma familiare, un orrore nascosto.

Daniele Cascella
Cascella 38enne di Barletta, ha già accumulato una gavetta di indubbio valore: ha curato la regia e il casting di alcuni spot pubblicitari e ha lavorato, con il ruolo di assistente e aiuto regista, ad una serie di importanti film fra cui L’ultima lezione di Fabio Rosi, La via degli angeli di Pupi Avati, Federico II di Carlo Lizzani, Mario, Maria e Mario di Ettore Scola e La scorta di Ricki Tognazzi. Ha inoltre diretto i cortometraggi "Verso Roma", in concorso al Festival di Salerno e di Bellaria e "Chi era Piripicchio?", segnalazione della giuria del "Premio Libero Bizzarri" di San Benedetto del Tronto. Oltre ai due lavori presentati quest’anno a Filmakers al Chiostro “Bbobbolone!” e “Compito in classe”.



I pesi di Pippo
di Federico Rizzo – lungometraggio (65’) dv cam.
Colonna sonora originale di Tony Dangerous e Jimsonweed

"Un eccentrico film da non perdere, un giovane autore di sicuro avvenire" Aldo Fittante- film tv; "Il più promettente giovane regista milanese di oggi" Luca Mosso - La Repubblica; "Una bella conferma. Facce e dialoghi sono di una verità che al cinema non si vede e Rizzo sa costruire situazioni e personaggi con una cattiveria mai gratuita. Altro che carinerie giovaniliste" Alberto Pezzotta- Corriere della sera.

Sette giorni nella vita di Pippo, un giovane body builder rovinato da un recente passato di anabolizzanti.
Il film, liberamente tratto da una storia vera indaga, in chiave black comedy, sull'ambiente dei buttafuori e delle palestre. Pippo passa le sue giornate tra il bagno, dove sconta in interminabili sedute il suo passato, la palestra , dove non muoiono ancora i suoi sogni di culturista e una malfamata agenzia di ex body builder dove di volta in volta si guadagna la giornata. Un giorno Pippo viene trascinato dagli amici a commettere un "party a sfascio", ultima moda milanese, introdursi in lussuose feste e spaccare tutto, qui conosce la festeggiata che ignara di tutto lo cerca il giorno seguente. Tra i due nasce una storia che Pippo porta avanti fino al suo rocambolesco smascheramento in forma di "pochade". "Quando ti svuotano la casa è un pò come se ti svuotassero il corpo". Pippo è vittima e carnefice allo stesso tempo.

Federico Rizzo
Nato a Brindisi il 25/11/75. Vive a Milano dall'età di sette anni. Ha
conseguito il diploma come perito tecnico cine-televisivo presso l'I.T.S.O.S. e ha frequentato il corso biennale come sceneggiatore cine-televisivo presso la civica scuola del cinema di Milano. Si è laureato al D.A.M.S. di Bologna. Nel 2001 vince il primo premio di produzione del Festival Filmmaker di Milano e produce il suo terzo film in digitale Whisky di via Nikolajevka. Film drammatico sui ragazzi di Baggio con il quale ottiene un notevole riscontro di critica: "Rizzo ha una dote unica nel dirigere gli attori" Tatti Sanguineti - Hollywood Party, Radio Rai 3; "Finalmente un film che ci evita ricatti sentimentali e facili moralismi" Mario Serenellini - La Repubblica; "Il film di Rizzo ha una forza e una crudezza che sorprendono e che di certo non si trova nel cinema emerso" Alberto Pezzotta - Corriere della sera.
Nel 2002 rivince il primo premio di produzione del Festival Filmmaker e gira il suo quarto film in digitale I pesi di Pippo, commedia su culturisti e anabolizzanti e riscontra un buon successo di pubblico oltre ad una riconferma critica.



GIOVEDì 24 AGOSTO – ORE 21.00
Saranno filmakers. Terza parte
Lavori vari (20’ circa) – supporti vari
Selezione di opere degli studenti dei corsi di Laurea Triennale in Scienze e Tecnologie Multimediali e di Laurea Magistrale in Linguaggi e Tecnologie dei Nuovi Media dell’Università di Udine sede di Pordenone.



Sovraopposizioni di Matteo Palmisano e Francesco Chiacchio
Cortometraggio (2’) montaggio foto digitali
…Ci interessa l’utilizzo dei muri e delle superfici urbane come strumento di comunicazione e di denuncia; questi muri con la loro storia di graffiti, volantini, sbrecciature e nel loro ciclico diradarsi, sbiadire e riempirsi di nuovo sono il segno tangibile del desiderio di riconquistare il ruolo individuale e collettivo nei processi di definizione e trasformazione della realtà che quotidianamente ci circonda. Questo video non vuole essere un documentario ma la presentazione di un punto di vista progettuale, un’ipotesi spontanea alla risoluzione di tanti problemi sociali ed urbani in favore di una maggior partecipazione del cittadino nella vita pubblica.
La passione per una comunicazione diretta e personale diventa happening, accadimento urbano, contribuendo a disegnare instancabilmente il nostro ambiente urbano. (M.Palmisano / F.Chiacchio)

Matteo Palmisano
Laureato all’ISIA di Firenze con la prima guida sul turismo aerospaziale in collaborazione con ESA –European Space Agency . Nel 2005 vince una borsa di studio assegnata dall’Assessorato della Cultura di Firenze per sviluppare progetti di ricerca personali nel campus statunitense MCAD – Minneapolis College of Art&Design. Dal 2005 è co-fondatore dello studio associato multidisciplinare extraneo.it in cui il rapporto tra la progettazione della comunicazione e del prodotto industriale viene costantemente ridefinito nelle strategie, strumenti e campi d’azione. Nutre una profonda passione per la ricerca interdisciplinare, la cultura del progetto e i viaggi per comprendere la natura innanzitutto culturale dei prodotti che ci circondano.

Francesco Chiacchio
Dopo il Liceo Artistico, si iscrive all’ISIA di Firenze che sta concludendo con la preparazione di una tesi volta a dimostrare, attraverso una graphic novel a proposito di un viaggio in Iran, le potenzialità espressive del fumetto come mezzo di comunicazione per raccontare la realtà. Nel 2003 espone 40 metri di carta su cui riversa sogni, paure e viaggi, per non annegare in tutto quel bianco del foglio…
Ultimamente ha realizzato l’illustrazione del poster per la VI edizione del TERNIinJAZZ festival.



Lemuri il visionario di Vittorio Centro e Giulio De Vita
Animazione (15’)
Lemuri il visionario è una storia creata dalla fantasia del cantautore Vittorio Centro e trasformata in realtà dalle magiche matite di Giulio De Vita. La colonna sonora è stata scritta ed arrangiata insieme al produttore Maurizio Otto De Togni. Non è però un musical. I testi delle canzoni non narrano il contenuto della storia. Esse sono solo le composizioni che il protagonista, un musicista sciamano di nome Lemuri, crea nel corso della sua bizzarra esistenza. La vera particolarità del progetto è che Lemuri esiste davvero. Si è trasformato in un eroe del fumetto solo in seguito grazie al talento di Giulio De Vita che ha trasferito sulla carta i suoi incredibili viaggi visionari.

Vittorio Centro
Nasce a Molfetta, e fin da bambino esprime una spiccata predisposizione per la musica. Alla tenera età di sei anni viene "deportato" a Pordenone, luogo che in seguito si rivelerà determinante per la sua crescita come musicista. Infatti nel 1978, in piena epoca punk, la cittadina friulana balza agli onori della cronaca per la nascita di un movimento di gruppi musicali giovanili riuniti sotto la denominazione di Great Complotto. Dal 1983 al 1990 Vittorio è il tastierista dei pordenonesi Futuritmi, uno dei migliori gruppi rock italiani del periodo. Nel 1999 viene pubblicato il suo primo album solista: Le cose inutili. Nel 2004 presta la sua voce alla fortunatissima canzone Dragostea Din Tei, a lungo in testa alle classifiche italiane ed europee.

Giulio De Vita
Giulio De Vita nasce a Pordenone nel 1971. Esordisce con il fumetto per poi abbandonarlo per dedicarsi al mondo dei videoclips e del cinema. Lavora per Roman Polansky nel video di Vasco Rossi Gli Angeli presentato come evento speciale alla Mostra del Cinema di Venezia, poi per Zucchero, 883, Sting. Dirige diversi videoclips per 883, Ragazzi Italiani, Lara Martelli.
Ritorna al fumetto, questa volta internazionale con "Les Ombres de la Lagune" scritto da F. Corteggiani per il quale riceve "L'Elephant d'Or" al festival Internazionale di Chambery come miglior nuova proposta. Nel 2002 é il primo italiano a firmare un contratto per la prestigiosa collana Troisiéme Vague della casa editrice belga Lombard.
Le sue opere sono state esposte a Falconara, Trento, Aosta, Losanna, Angouleme, Ligugé ed inoltre sono state selezionate per essere parte della esposizione ermanente a "Le Centre Belge de la Bandes Dessinées" di Bruxelles, il museo del fumetto più prestigioso al mondo. Attualmente é impegnato socialmente nell'Associazione Culturale Vastagamma per la promozione e la crescita di nuovi talenti artistici friulani.



L’uomo astratto
Di Paolo Fazzini – cortometraggio (14’) mini dv
Miglior cortometraggio al festival “Corto per Scelta 2003”
Dall’interno di una caverna inizia la fuga di un uomo perseguitato dal suo misterioso inseguitore…

Hanging Shadows – perspectives on Italian Horror Cinema
Di Paolo Fazzini – documentario (60’)
Con, fra gli altri, Dario Argento, Ruggero Deodato, Lamberto Bava, Michele Soavi, Sergio Stivaletti, Luigi Cozzi, Antonella Fulci.

“Il cinema italiano del terrore, ma più in generale il cinema di genere, in Italia non esiste più. Ho sentito quindi il desiderio di documentare tale stato di cose. Nel presente documentario si tenta di ricostruire alcuni aspetti del cinema italiano fantastico degli ultimi venti anni attraverso le parole di alcuni dei più noti professionisti che hanno segnato le tappe fondamentali di questo genere cinematografico. E’ possibile considerare il documentario una sorta di viaggio, fisico e psichico, alla ricerca di registi, sceneggiatori, critici, a volte filmati direttamente sui loro luoghi di lavoro; lo stile di ripresa ed il montaggio sono volutamente aggressivi, sporchi, sfuggenti, così come spesso erano i film realizzati da queste persone che, con la loro abilità e le loro intuizioni, sono riusciti a tradurre ed a portare sugli schermi di tutto il mondo le nostre paure.” (Paolo Fazzini)

Paolo Fazzini
Paolo Fazzini nasce ad Ascoli Piceno il 23/9/74. Nel 2000 si laurea in Lettere Moderne con indirizzo “Comunicazione e spettacolo” presso l’Università “Roma Tre”, e si diploma in regia televisiva e pubblicitaria presso la N.U.C.T. (Nuova Università del Cinema e della Televisione, Roma). Nel 2005 scrive e dirige il documentario Hanging Shadows – Perspectives on italian horror cinema (distribuzione U.S.A. Cinema Guild Inc., New York) con il quale partecipa al Noir in Festival di Courmayeur 2005 e al F.I.P.A. 2006 di Biarritz (Francia). Nello stesso anno pubblica i volumi Tremendamente terrunciello – Il cinema di Diego Abatantuono e Visioni sonore – Viaggio tra i compositori italiani per il cinema (entrambi editi da Un mondo a parte, Roma). E’ redattore del sito web di cinema www.kinematrix.net per il quale segue e recensisce novità cinematografiche, festival e realizza interviste.




In collaborazione con:
Banca Popolare friuladria
Biasin strumenti musicali
Comune di Pordenone
Sim2
Indigo film

Si ringraziano per la collaborazione:
Francesca Cima
Luca Coassin
Manuela Morana
Federica Guerra
Silvia Moras
Simone Berti
E tutti gli autori delle opere presentate



Rassegna a cura di Cinemazero

Direzione e selezione delle opere a cura di Tommaso Lessio
Organizzazione e presentazioni a cura di Elisabetta Pieretto



 
   
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