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Anche a Spilimbergo inizia la rassegna di cinema africano

Anche a Spilimbergo inizia la rassegna di cinema africano

 

1a Rassegna di cinema africano

   
 
Gli occhi dell'Africa
Due imperdibili eventi a ingresso gratuito a Cinemazero e al Cinema Miotto (riaperto per l'occasione) di Spilimbergo

E' previsto a Cinemazero giovedì 15 febbraio dalle 20.00 in poi, ad ingresso libero, il primo appuntamento della retrospettiva dedicata al continente africano.
Dopo l'eccezionale successo dell'evento di anteprima, la prima serata prevede un omaggio al cinema africano più vicino a noi, all'area mediterranea, con due film provenienti dal Maghreb: dopo la testimonianza di apertura - attesi alle 20.00 Sergio Gulinelli rappresentante della centrale di Commercio Equo e Solidale  "Commercio Alternativo". Hassan Bajaj, ragazzo di origine marocchina che ormai da diversi anni vive a Roma - verranno infatti proiettati alle 20.30 "Barakat!" Di Djamila Sahraoui (Algeria, 2006) e alle 22.00 "Badis" di Mohammed Abderrahman Tazi (Marocco, 1989).
Il giorno successivo, venerdì 16 febbraio, alle 20.30, riaprirà per l'occasione il Cinema Miotto di Spilimbergo, per una serata interamente dedicata al Burkina Faso con due film di quella regione: “Souko, le cinematographe en cartone”, di Issiaka konatè (Burkina faso, 1998) e “Laada” di Drissa Tourè (Burkina Faso, 1991).
L'occasione unica di vedere questi rarissimi film sta anche nel fatto che saranno proposti nelle loro versioni originali sottotitolate in italiano: sarà dunque possibile ascoltare la musicalità dell'arabo e la curiosa melodia del
bambara (dialetto del Burkina).

“Barakat” racconta di un’Algeria ancora vittima del fanatismo integralista, dove due donne, Amel e Khadidja, partono alla ricerca del marito della donna più giovane rapito a causa dei suoi coraggiosi articoli. Il loro percorso, denso di pericoli e di scoperte, permetterà alle due amiche di conoscersi più a fondo, di accettare le rispettive differenze generazionali e di sentirsi solidali nella lotta contro ogni discriminazione e violenza. Il finale lancia un chiaro segnale di pace.
Touria e Moira vivono come prigioniere l'una del padre, l'altra del marito, nel villaggio costiero di Badis, presso una antica fortezza spagnola. Unico conforto: la loro amicizia, che le vede di giorno in giorno più unite e solidali. Moira si innamora di un soldato spagnolo della guarnigione, ma i pettegolezzi e le malignità degli abitanti del villaggio mettono fine al loro idillio. Le due donne, soffocate da questa vita senza prospettive, decidono di fuggire.

Per quel che riguarda la testimonianza delle ore 20.00, Hassan Bajaj si è fatto promotore di un'iniziativa molto interessante: attraverso il canale del commercio equo ha cercato di far arrivare in Italia e dare uno sbocco commerciale ai prodotti a base di olio di argan, provenienti da alcune realtà marocchine. L'albero di argan è un albero che cresce esclusivamente in Marocco, ed è molto importante in quanto dalle sue noci si estrae appunto l’olio di Argan conosciuto ovunque per le sue innumerevoli proprietà, sia curative che estetiche, oltre che per il gusto gradevolissimo. Questo albero, che puo' vivere fino a 250 anni, è inoltre molto importante perchè è una delle poche specie capaci di resistere al clima aridissimo della zona sud orientale del Marocco e grazie alle sue profondi radici, al suo fogliame, mantiene il suolo particolarmente fertile, proteggendolo dall'erosione eolitica e idirica. E' divenuto il simbolo della lotta alla desertificazione e numerosi studi hanno dimostrato il suo ruolo cruciale socio-economico e di protezione della biodiversità. La forza di questo albero si sposa al coraggio delle donne della cooperativa marocchina di Essaouira, che lavorano e commerciano l'argan e i suoi derivati. La cooperativa, che oggi conta 72 donne, è nata con lo scopo di aiutare le donne in difficoltà, un'esperienza particolarmente significativa, che all'inizio ha dovuto superare non poche difficoltà  in un paese a tradizione musulmana, come il Marocco.
Hassan, che ha seguito personalmente tutti i contatti per far arrivare in Italia i prodotti di questa cooperativa, ci racconterà delle loro gioie, speranze, difficoltà.
Per quel che concerne la serata di Spilimbergo, il primo film, “Souko”, racconta la fantastica storia dei bambini di Bobo Dioulasso, in Burkina Faso, che costruiscono un cinematografo in cartone su cui si riflettono le immagini dei loro disegni, fino a quando, per magia, si materializza un cavallo bianco. Il secondo, “Laada”, racconta invece la storia di Do, Demba e Sina: vivono nello stesso villaggio, sono giovani e s’interrogano spesso sul loro futuro. Sina trova la sua ragione di vita nel rispetto dei valori ancestrali, rifiuta di lasciare il villaggio e spera di iniziarsi ai principi e segreti del “Laada”, la legge tradizionale che codifica la vita quotidiana e i rapporti della comunità. Do e Demba desiderano, al contrario, impregnarsi di conoscenze moderne: vanno in città per fare fortuna, acquisire altri valori e aiutare in futuro il villaggio. Ma la città li trasformerà.
Previste per la mattinata di giovedì 15 e per le settimane successive, in sintonia con la programmazione della retrospettiva, numerose proiezioni, sempre ad ingresso gratuito, per le scuole.
 
   
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