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Film del mese: La cena per  farli conoscere 2007
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Cinema e fumetto!

Cinema e fumetto!

 

Dal 25 gennaio la rassegna di film

   
 
I grandi Comics sullo schermo
Quattro capolavori in collaborazione con il Comune di Pordenone

La nascita ufficiale del cinema, corrispondente alla prima proiezione pubblica che i fratelli Lumière effettuarono a Parigi il 28 dicembre 1895, precede di qualche settimana quella del fumetto, con la comparsa del personaggio “The Yellow Kid” sul quotidiano “New York World”: era infatti il 16 febbraio 1896 quando Richard Felton Outcault pubblicava la prima tavola di quello che viene ritenuto, ormai simbolicamente, il primo eroe dei comics. Pur se studi recenti hanno collocato più indietro nel tempo le datazioni di cinema e fumetto, portando con merito alla luce un lavoro pioneristico di cui è doveroso conservare memoria, è comunque coi Lumière e con Outcault che i due mezzi espressivi assumono quei connotati che li faranno diventare, agli inizi del Novecento, intrattenimenti di massa importantissimi. Non è quindi un caso che tra i due media esistano da oltre un secolo significativi rapporti, sia per mezzo delle trasposizioni di comics su pellicola sia per le influenze cinematografiche nei fumetti, e che oggi si assista ad un massiccio ritorno su pellicola degli eroi disegnati. E non è un caso che, a lato della bella mostra Cinema&Fumetto a Pordenone presso l’ex-Convento di San Francesco, Cinemazero con il Comune di Pordenone presentino questa breve ma significativa rassegna di film tratti dai comics. Che rapporto c’è tra due mezzi di narrazione per immagini come il fumetto e il cinema? L’investigazione sulle interazioni tra i due linguaggi negli ultimi anni ha fatto progressi interessanti attraverso vari studi e pubblicazioni periodiche, dove è emerso che ha decisamente senso l’ipotesi secondo cui la costruzione artificiale di una sensazione di paura è possibile in modo autentico soltanto nel cinema.

La rassegna inizia giovedì 25 gennaio con il padre indiscusso di tutti i serial fantascientifici ovvero Flash Gordon, popolarissimo eroe dei fumetti, che nel 1940 fu protagonista di Flash Gordon conquers the universe. Il film a puntate era concepito allora in modo da catturare l’attenzione dello spettatore ed invogliarlo a seguire tutte le puntate seguenti, utilizzando il noto espediente del “cliffhanger”: alla fine di ogni puntata il nostro eroe è in pericolo, e solo nella prossima puntata sapremo se e come si salverà. Le vicende di Gordon alternavano più o meno regolarmente salvataggi da mostri e pericoli vari, fughe dai soldati o dei suoi alleati, incontri con i sovrani delle varie terre, più o meno amichevoli o ostili di volta in volta. Uno dei motivi del fascino di questo serial stava anche nel fatto che era contemporaneo al fumetto, e quindi utilizzava le medesime ambientazioni, stili e tecnologie. E' chiaro che Flash Gordon è quel tipo di fantascienza della classica "space opera" con i razzi, i disintegratori, i mostri e le tute argentee, e lo si apprezza per le avventure avvincenti e per l'incredibile varietà di invenzioni e colpi di scena.

Segue giovedì 1° febbraio un imperdibile l’appuntamento con il film di Corrado Farina Baba Yaga che sbandiera con pochi altri i diritti dell’immaginazione, del surreale e dell’assurdo, sia pure passati al filtro del sarcasmo, che s’offrono come strumenti d’una critica al sistema e al costume. Ispirandosi al più celebre fumetto italiano, “Valentina” di Guido Crepax, Farina prende di petto quel mondo dei fotografi pubblicitari e dei registi di caroselli che bene attesta l’alienazione della vita moderna, e dove il conflitto tra artificio e realtà provoca incubi e angosce da curare con tranquillanti, e inguaribili contraddizioni nutrite dal velleitarismo rivoluzionario. Farina trasferisce sullo schermo le virtù visionarie di Crepax, e il suo segno asciutto, più di quanto non fosse accaduto con Barbarella di Vadim.

Seguirà giovedì 8 febbraio Batman di Tim Burton che è riuscito adattare i personaggi del fumetto per il grande schermo, con un approccio davvero autoriale. Uno dei rarissimi esempi in cui un personaggio fumettistico non perde di efficacia nella sua trasposizione cinematografica. Il Batman di Tim Burton è nero come la notte e cattivo come un gangster. La Gotham City ideata da Anton Furst e Peter Young (Oscar per le scenografie) mette paura da tanto sembra un labirinto infernale, ma Burton è bravissimo a donare poesia ad un insieme che avrebbe altrimenti rischiato di essere solamente lugubre. La messa in scena è di gran valore e Burton riesce a trasportarci nel suo universo (il suo universo, non quello del Bob Kane che ha creato il Bat-Man) senza far perdere credibilità a dei personaggi. Batman è stato capace di influenzare non solo la storia disegnata del personaggio ma anche e soprattutto il mondo del cinema, che ha messo in produzione svariate pellicole di derivazione fumettistica che avevano impostazioni chiaramente debitrici dell'opera di Burton.

L’ultimo appuntamento, giovedì 15 febbraio, è con i supereroi della Marvel Comics, Hulk di Ang Lee, tratto dalle storie a fumetti ideate e realizzate da Stan Lee e Jack Kirby nel 1962 e ispirate al romanzo di Robert Luis Stevenson Lo strano caso del Dottor Jekyll e di Mister Hyde. Grande popolarità al personaggio è stata conferita di riflesso dal telefilm di successo del 1977 The Incredible Hulk dove il gigante verde è un uomo in carne e ossa. Un Supereroe ed un Mostro, un Desiderio ed un Incubo, una creatura simile al grigiastro sosia di Frankenstein dei primi fumetti, frutto di un esperimento scientifico, ispirato nella personalità, oltre al Dr Jekyll e Mr Hide anche a King Kong.

PROGRAMMA SALATOTO’
AULA MAGNA CENTRO STUDI, PORDENONE

Giovedì 25 gennaio ore 19.00 spett.unico
FLASH GORDON CONQUERS THE UNIVERSE
Regia: Ford Beebe e Ray Taylor; Scen.: George H. Plympton, Basil Dickey, Barry Shipman; Int.: Larry "Buster" Crabbe, Carol Hughes, Frank Shannon, Charles Middleton, Anne Gwynne, Roland Drew, Shirley Deane, Victor Zimmerman, Don Rowan, Michael Mark, Sigmund Nilssen, Lee Powell, Ben Taggart, Harry C. Bradley; Prod.: Universal; Or.: Usa 1940; Dur.: 234’
Titoli degli episodi: 1) The Purple Death; 2) Freezing Torture; 3) Walking Bombs; 4) The Destroying Ray; 5) The Palace of Terror; 6) Flaming Death; 7) The Land of the Death; 8) The Fiery Abyss; 9) The Pool of Death; 10) The Death of Mist; 11) Stark Treachery; 12) Doom of the Dictator.
La Terra corre un nuovo, mortale pericolo: la "morte scarlatta", una nube purpurea e pestilenziale è l'arma con la quale lo spietato Ming ha deciso di annientare l'umanità. Contro il nemico di sempre, Flash Gordon, il dottor Zarkov e Dale Arden ingaggiano la terza, decisiva battaglia. L'impresa è ardua e l'eroe deve recarsi da Fria regina di Frigia, pianeta coperto da ghiacci eterni, per assicurarsi il "Polarite" elemento che può disperdere la polvere che soffoca la Terra. Dalla sua parte, Gordon può contare sull'alleanza del principe Barin del popolo di Arboria e sull'amicizia della principessa Aura, figlia del terribile Ming, un tempo innamorata di lui ed ora moglie di Barin. Terzo ed ultimo serial dedicato al popolare eroe delle vignette di Alex Raymond. Rispetto ai due precedenti, si può forse notare nella sceneggiatura qualche allusione ai tempi di guerra: Buster Crabbe che indossa l'uniforme militare (di foggia napoleonica) chiama implicitamente a raccolta contro le farneticanti dottrine e le armi di ogni spietato dittatore animato da propositi di conquista. La principale novità nel cast è data dalla presenza della bruna Carol Hughes che prende il posto della bionda Jean Rogers nel ruolo di Dale Arlen: la fidanzata di Flash Gordon ha finalmente i capelli corvini. Cambiano anche gli interpreti del principe Barin e di Aura, impersonati, rispettivamente, da Ronald Drew e Shirley Deane al posto di Richard Alexander e Priscilla Lawson… Flash Gordon Conquers the Universe utilizza spezzoni di documentari di montagna per rendere più credibile l'ambientazione del pianeta Frigia e rielabora, ma non troppo, scenografie già utilizzate. Qualche involontario sorriso possono suscitare i costumi alla Robin Hood che la Universal fa indossare a Crabbe e compagni nelle foreste di Arboria.

Giovedì 1 febbraio ore 19.00 e 21.00
BABA YAGA
di Corrado Farina; con Isabelle De Funès, Carrol Baker, George Eastman, Ely Galleani, Mario Giorgetti; Or.: Italia, 1973; Dur.: 87'
Secondo lungometraggio di Corrado Farina, con " Baba Yaga " costruisce in una base gotica, una storia dove la tecnologia e la razionalità, si scontrano con l'elemento "oscuro" ed inspiegabile, insinuando il dubbio, che il vero "orrore" non è nel "non spiegabile", ma negli eventi quotidiani che assumono improvvisamente una devianza "ipermeccanica - tecnologica". Il personaggio di Valentina, che richiama quello omonimo di Crepax, assume quella valenza di "portabandiera" di un mondo "perennemente" arido e razionale in preda ad un'alone dove l'ignoto si insinua nella tecnologia stessa, frutto della mente umana. Corrado Farina, costruisce con "Baba Yaga", un invidiabile ed originale "fantastico-sofisticato" dove l'occhio "indiscreto" della macchina da presa diventa il protagonista della vicenda; proiettando lo spettatore in una persistente e palpabile posizione da "voyeur". Ed è proprio questo "dispettoso" e capriccioso "occhio" che guida Valentina in un mondo perennemente oscillante tra il vero e il surreale, dove Baba Yaga, assume la valenza di un "perverso" Caronte che con un filo sottilissimo lega il destino della protagonista stessa - facendo acquistare alla sequenza "madre" della pellicola - ossia l'incontro "intimo" tra Valentina e Baba Yaga, quel malsano piacere che genera l'orgasmo, tra la vita e la morte. " Baba Yaga ", resta uno dei più originali e stupefacenti esempi di horror italico, dimostrando inoltre che Corrado Farina, è da consegnare come uno dei "maestri" di questo genere.

Giovedì 8 febbraio ore 19.00 e 21.00
BATMAN
di Tim Burton. Con Jack Nicholson, Kim Basinger, Michael Keaton, Jack Palance, Jerry Hall, Robert Wuhl, Pat Hingle , Michael Gough. Prod.: USA 1989 . Dur.: 126’.
… un film noir. Da farsi guardare non puramente come l’ennesima trascrizione di un fumetto celebre, quanto piuttosto come un piccolo mito moderno, come una leggenda popolare sulla vecchia eppure sempre più confusa guerra tra il Bene e il Male, divisi da una linea d’ombra. Tim Burton ha costruito con Alan Furst uno straordinario incubo metropolitano: una città senza tempo che ricorda Metropolis, Biade Runner e Brazil, una megalopoli di vicoli sordidi e degradati, tanto gotica e visionaria quanto realistica e probabile, che la macchina da presa di Roger Pratt percorre come Ridley Scott percorreva i canyon di New York in Chi protegge il testimone. Tim Burton si diverte a riempire il suo film di citazioni e di allusioni... Ma non si tratta di citazioni che è obbligatorio cogliere. Anzi. Sono solo i pezzi di un puzzle del fantastico dentro cui si collocano una versione moderna, divertente e non manichea della lotta tra Bene e Male Quanto a Robin, no, nel film non c’è. Ma non se ne sente la mancanza. (Irene Bignardi, Il declino dell’impero americano, Feltrinelli, Milano, 1996)

Giovedì 15 febbraio ore 19.00 e 21.00
FLASH GORDON
di Mike Hodges. Con Max von Sydow, Ornella Muti, Timothy Dalton, Topol, Sam J. Jones, Robbie Coltrane. Prod.: USA 1980. Dur.: 100’.
Il Dottor Zarro, scienziato della NASA, notando che la Luna è ben 12 gradi fuori dal proprio corso, è ormai sicuro di quanto già annunziato e non creduto: un potente imperatore del Cosmo ha dirottato la Luna onde distruggere la Terra. Con astuzia, Zarro riesce a trascinare con sé il campione di baseball Flash Gordon e la sua fidanzata Dale Arden. Proprio come previsto, lo Spietato è Ming, imperatore di Mongo, il quale, però, finge di accogliere come ospiti i tre terrestri. Ming vuole appropriarsi del cervello di Zarro e sposare la bella Dale. Sua figlia Aura, già sposa del principe Barin e capricciosa, si invaghisce di Gordon. Zarro e Gordon notano le divisioni, gli antagonismi e le rapacità dei diversi principi di cui vorrebbero servirsi per attaccare il potentissimo Ming. Grazie ad Aura, sfuggono all'annientamento; ma il tradimento della figlia di Ming viene scoperto e la stessa viene punita ferocemente da Kala comandante del sistema di difesa. Gordon, tuttavia, riesce a convertire Barin, capo degli uomini albero, e a farselo amico fedele. La stessa impresa convince Vultano, re degli uomini falco, a tentare l'impresa disperata di un attacco al regno di Ming, su Mongo. La coalizione riesce proprio nel corso delle nozze tra Ming e la disperata Dale. Annientati i cattivi, Barin ottiene Aura finalmente ravveduta e tutta la folla spaziale festeggia Flash con al suo fianco Dale.
 
   
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