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Corri ragazzo corri

Corri ragazzo corri

 

Un film di Pepe Danquart

 
   
  Con Andrzej Tkacz, Jeanette Hain, Rainer Bock, Itay Tiran, Katarzyna Bargielowska. Durata 108 min. - Germania, Francia, Polonia 2013

Fuggito dal ghetto di Varsavia con l'aiuto del padre, Srulik, un bambino ebreo di otto anni, si finge un orfano polacco per scampare alle truppe naziste. Con il nome fittizio di Jurek, tenta in ogni modo di sopravvivere e di essere coraggioso, attraverso la foresta e oltre, in cerca di una casa o di una fattoria dove avere cibo in cambio del proprio lavoro. SarÓ anche consegnato ai nazisti, da cui riuscirÓ fortunosamente a svignarsela, continuando una dolorosa fuga verso la libertÓ: nel suo cammino, in cui si avvicendano le stagioni, entrerÓ in contatto con uomini e donne disposti ad aiutarlo oppure decise ad ucciderlo, fino alla fine dell'ostilitÓ bellica.
╚ la storia di una perdita di identitÓ quella raccontata nel commovente film di Pepe Danquart, un lento e progressivo allontanamento dalle proprie radici compiuto da un bambino che ha giurato al proprio padre di sopravvivere, contro tutto e tutti. Ispirandosi al best seller "Corri ragazzo", corri di Uri Orlev, che racconta la storia vera di Yoram Friedman, il regista fa del suo battagliero protagonista un simbolo della libertÓ e dell'intelligenza, uniche armi possibili contro l'abominio nazista. La fame di vita di Jurek scorre parallela alla cancellazione del suo passato, del proprio vero nome e della propria religione, lentamente, facendo palpare con mano la sofferenza di non avere diritto ad un posto nel mondo.
Anche in questo, la sua corsa senza sosta pu˛ essere vista come una metafora del popolo di Israele, verso il quale alla fine sente di non appartenere pi¨, rimosso, allontanato, fino a quando non riuscirÓ a realizzare realmente in che modo Ŕ cominciato tutto. Col fiato sospeso, nascosto sotto alle tavole di legno di una casa di campagna o fuggendo da un ospedale dove gli Ŕ stato amputato un braccio a seguito di un incidente di lavoro, Jurek conosce l'esistenza del bene in persone disposte a rischiare la propria pelle pur di non arrestare la sua sfida ad andare oltre una realtÓ inconcepibile. Anche da questi incontri deriva forse l'indefessa forza di continuare a lottare.
Vincitore di un Oscar per il cortometraggio Schwarzfahrer (1993), Danquart segue dappresso un'odissea che non pu˛ non finire con un ritorno, con buona aderenza visiva al tempo del racconto e attenzione nel mostrare il circostante attraverso gli occhi di un bambino di otto anni: da qui probabilmente alcune, poche, immagini che potrebbero sembrare leziose e in netto contrasto con il tono globale. L'epilogo, dove incontriamo il vero Yoram Friedman, in Israele insieme alla sua famiglia, suggella il tema che, tra i tanti, sta pi¨ a cuore al regista. Un film sull'infanzia violata adatto anche agli spettatori pi¨ giovani.

á

   
 
Giorni di programmazione di questo film:
mercoledý 28 gennaio 2015 16.15 - 18.45 - 21.15 sala toto prenota Prenota
 
   
 
   
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