Aspettando il caimano

Il cinema come specchio del mondo per capire di più e meglioIl cinema come specchio del mondo per capire di più e meglio

«Quando la realtà diventa finzione, la finzione diventa realtà.». Riassume sinteticamente così il clima politico, che si respira in Italia, uno dei protagonisti di Bye Bye Berlusconi di Jan Henrik Stahlberg presentato a Berlino, nell’enorme e glorioso cinema Zoo Palast, nell’ambito della 56ma Berlinale. Per l’occasione la milanese Banda degli ottoni a scoppio, che ha curato la colonna sonora del film, è entrata in sala al suono dell'Internazionale in versione band e un'ovazione da stadio ha accolto la performance. La politica è stato un po’ il filo conduttore di questa edizione 2006 del Festival con l'Orso d'Oro assegnato (giustamente) a Grbavica della regista di Sarajevo Jasmila Zbanic. La storia di Esma, mamma con la figlia adolescente frutto di una violenza subita dai cetnici durante la devastante guerra dei Balcani, che non ha ancora chiuso i conti con quel periodo. Orso d'Argento poi a Offside dell'iraniano Jafar Panahi, un racconto metaforico sulla condizione femminile in Iran e Orso d'Argento per la migior regia a Michael Winterbottom e al suo esplosivo The Road to Guantanamo, un docu-fiction sul dramma di tre ragazzi mussulmani rinchiusi in carcere per due anni senza nessuna imputazione o prova contro di loro e sulle misere bugie di George W. Bush e Co. Un Festival dunque che ha fatto assolvere al cinema una delle sue funzioni principali, ovvero farci capire meglio e di più il mondo che ci circonda. Anche la sezione Panorama ha presentato opere interessanti e utili come Rampage dell’australiano George Gittoes sulla violenza e la miseria del quartiere nero soprannominato Baghdad in Miami, dove si spara e si uccide come in guerra. Un'estesa zona di povere case, con gli adolescenti che girano armati, attigua agli opulenti alberghi di Miami. Un film che ha anticipato profeticamente le tensioni scoppiate recentemente in Danimarca con l'Islam è stato poi 1:1 (En til En), della regista Annette K. Olesen, nel quale due fratelli, immigrati mussulmani, rischiano il linciaggio su un preconcetto che li vuole colpevoli, nonostante siano del tutto estranei al fatto, del pestaggio a morte di un giovane danese. Cinema dunque come specchio e approfondimento sul mondo che ci circonda. E, in linea con le tendenze del nuovo panorama cinematografico internazionale anticipate a Berlino, di politica “sembra” trattare anche Il caimano, il nuovo attesissimo film di Nanni Moretti, che uscirà il 24 marzo nelle sale e rappresenterà, per Cinemazero, la prima doverosa tappa per ripercorrere poi tutta la filmografia morettiana fra aprile e maggio. Non mancherà nemmeno l’incontro con Nanni Moretti, l’autore che più e meglio di ogni altro ha interpretato le angosce e le idiosincrasie di un’intera generazione. Ma il mese avrà anche altri incontri importanti come quello con Pupi Avati o con Gloria de Antoni, che presenterà il suo nuovo documentario girato in Friuli, ed anteprime come lo straordinario Bubble, ultimo film del talentuoso Steven Soderbergh presentato a Cannes lo scorso anno con enorme successo. Per le date esatte, come al solito ormai, bisogna tenere d’occhio ZeroSette, l’agile settimanale che informa esattamente sulla programmazione. Questo nuovo strumento ha incontrato subito i favori del nostro pubblico che si è già abituato alla novità. Per chi, infine, non riuscisse a trovare il settimanale, è sempre consultabile il nostro sito internet aggiornato in tempo reale.

(di Andrea Crozzoli)

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