L'Asia canta!

Dal 21 al 29 aprile a Udine l’ottava edizione di Far East Film Festival

Che i cineasti asiatici fossero in grado, senza freni, inibizioni o condizionamenti esterni, di raccontare quello che l'Occidente non sa più raccontare (sentimenti, sogni, storie universali), costruendo la propria forza su di un universo espressivo autonomo, un'industria fiorente, un pubblico vivace e appassionato, lo avevamo capito da un po' di anni. Questa capacità inventiva tutta orientale si rispecchia in una galassia ricca, variegata, complessa, espressione di reciproche contaminazioni che porta il nome di Far East Film (a Udine dal 21 al 29 aprile, 2006). Da Hong Kong alla Thailandia, dalla Corea del Sud alle Filippine attraversando il Giappone e la Cina continentale, è questo il sistema Far East - articolato sull'estrema varietà dei generi praticati, votato al cinema popolare seppur capace di slanci avanguardistici e sperimentali. Moltissime saranno le novità che troveranno spazio nel programma del 2006. Accanto ai grandi successi provenienti dalle singole nazioni (per un totale di più di 50 titoli) - cioè le anteprime assolute dalla Cina, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Thailandia, Filippine e Taiwan - verrà presentata una panoramica di musical provenienti dall'Asia che spaziano dalla fine degli anni Trenta agli inizi degli anni Settanta. Esiste una lunga tradizione di musical nel cinema asiatico che è sconosciuta ed ignorata dai più e che il recente film dell'hongkonghese Peter Chan Perhaps Love (Venezia 2005) ha contribuito a far rinascere. Il genere, che va al di là dello stereotipo hollywoodiano di film totalmente cantati e danzati, ha costituito una produzione di base di varie cinematografie asiatiche, comprendendo in molti casi canzoni popolari interpretate in stile tradizionale, oppure occidentalizzate. I 19 titoli provengono dal genere “Minoranze Etniche” del cinema cinese anni Cinquanta e primi anni Sessanta - compreso Third Sister Liu del compianto Su Li - gli acclamati musical mandarini realizzati ad Hong Kong a partire dagli anni Sessanta, che diedero all'ex colonia lo status di capitale dei musical asiatici dell'epoca, portando i maggiori artisti del genere a lavorarvi, come nel caso del regista giapponese Inoue Umetsugu. Tuttavia la musica e le canzoni non primeggeranno al Far East Film soltanto nelle opere del passato ma troveranno spazio anche in due film recentissimi: il primo, Nana di Otari Kentaro (tratto dal popolarissimo fumetto di Ai Yazawa e presentato a Udine in prima assoluta), il secondo Linda Linda Linda è una frenetica commedia sulla nascita di una school-rock-band che mescola la tradizione musicale nazionale con sonorità riprese da Clash, Ramones, Buzzcocks e The Jam. Ma le prime assolute non sono certo finite: all'interno del cartellone spicca la presenza del blockbuster giapponese Always - Sunset on Third Street di Yamazaki Takashi (tratto dal fumetto di Ryohei Saigan) uno straordinario e commovente melodramma che arriva al Far East Film carico di premi: al recente Japan Academy Award il film di Yamazaki ha vinto la bellezza di 12 statuette confermandosi il maggior successo dell'anno. Sul versante fantasy non poteva mancare Shinobi di Ten Shimoyama che renderà merito a tutti gli appassionati di storie ninjia. Il film ambientato nell'era Tokugawa (1600 - 1867) racconta la lotta tra due opposti gruppi di cavalieri dai poteri sovrannaturali e, immancabilmente, anche, l'amore appassionato e impossibile che nasce tra un uomo e una donna divisi in guerra e uniti nel cuore. Altra prima impedibile è l'opening night con Rules of Dating memorabile esordio alla regia di Han Jae-rim, nonchè l'attesissimo Welkome to Dongmakgol di Park Gwang-hyun storia mista al fantasy ambientata in piena Guerra di Corea (1950) quando un soldato statunitense, un ufficiale nordcoreano e il reparto di un soldato sudcoreano, s'incontrano per coincidenza nel pacifico e immaginario villaggio di Dongmakgol.

di Sabrina Baracetti

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