Anche libero va bene

di Kim Rossi Stuart

In esclusiva a Cinemazero

Regia di Kim Rossi Stuart. Con Kim Rossi Stuart, Barbora Bobulova. Italia 2005.


Ha subito fatto centro Kim Rossi Stuart, con il suo primo film da regista Anche Libero Va Bene con lo stesso Kim e Barbora Bobulova. Sarà presente infatti al prossimo Festival di Cannes assieme a Moretti, Sorrentino e Bellocchio. Intanto il film esce nelle sale di tutta Italia, ed in esclusiva per Pordenone a Cinemazero, da venerdì 5 maggio con spettacoli alle 20.00 e alle 22.00 (sabato e domenica anche 18.00). E’ la storia di Tommi, un ragazzino di undici anni, che vive a Roma, con la sorella Viola, poco più grande di lui, e il padre Renato. Nonostante l’assenza di una figura materna, i tre riescono ad andare avanti superando difficoltà di vario genere, affrontandole sempre con spirito di gruppo e ironia. Il ritorno improvviso di Stefania, la madre, che aveva più volte abbandonato la famiglia scomparendo nel nulla, riapre laceranti conflitti e ferite antiche. Tommi mette in moto un’autentica demolizione della figura paterna: è un conflitto duro, violento, che culminerà in una precoce assunzione di responsabilità nei confronti della sua giovane vita.
Kim Rossi Stuart esordisce alla regia affrontando il tema dell'infanzia. Il suo percorso artistico è una parabola saliente. Non si è fatto rovinare dal suo indiscutibile bell’aspetto, ha saputo rifiutare, è scomparso, è riapparso, ha superato i ruoli ombrosi e adesso ha superato anche se stesso perché il suo primo film in qualità di regista è stato selezionato per Cannes. Un momento atteso, anche troppo, quello di cimentarsi con la regia, per Kim Rossi Stuart, che all’asilo abbinava la faccina da angioletto al romanaccio più spinto, cresciuto nell’amore per Pasolini e la poetica suburbana, questo film è un risultato importante. Figlio di una modella e di un attore, trilingue eppure laconico, imbronciato eppure raggiante. Rossi Stuart ha esordito al cinema all’età di cinque anni nel film Fatti di gente per bene. A quattordici se n’è andato di casa, ha abbandonato la scuola per studiare recitazione e finalmente è approdato al piccolo schermo nel ruolo del principe in Fantaghirò. È passato per il teatro mettendo in scena Macbeth e Amleto, è stato scelto da grandi registi e ha interpretato grandi ruoli, come ad esempio quello di Gesù ne I giardini dell’Eden (che gli ha fruttato il Premio Pasinetti al festival di Venezia) o come quello di Lucignolo nel Pinocchio di Benigni. È stato scelto dal maestro Antonioni per Aldilà delle nuvole ed è comparso anche nel celebre film di Jean-Jacques Annaud Nel nome della rosa. Era perfetto nel ruolo dello psicolabile di Senza pelle, film di D’Alatri, e interpretava un esule polacco ne La Ballata dei lavavetri di Peter Del Monte. Alla sessantunesima edizione del Festival di Venezia ha presentato in concorso Le chiavi di casa di Amelio, film che ha commosso senza retorica o patetismi pubblico e critica guadagnandosi il Premio Transatti.


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